|
L'anomalia
dell'occhio del collie (CEA) è la malattia degli occhi più
comune tra i cani del Regno Unito e, come il nome suggerisce,
interessa le razze del collie, vale a dire rough collie, smooth
collie e shetland.
Per
comprendere la CEA dobbiamo avere una conoscenza delle varie parti
dell'occhio.
La
figura 1 mostra una sezione dell'occhio del cane, mentre la figura
2 mostra l'occhio di sinistra, visto attraverso il cristallino.
Dalla
figura 1 possiamo vedere che l'occhio è sferico ed è composto di
una membrana esterna dura, la tunica corneo-sclerale, che
ingloba vari componenti altamente specializzati. La parte
posteriore di questa sfera è bianca ed è la sclera, la
parte anteriore è trasparente ed è la cornea.
L'iride
determina la forma della pupilla e, insieme con i movimenti della
palpebra, regola la quantità di luce che entra nell'occhio.
All’iride ci si riferisce nello standard della razza quando si
parla del colore dell'occhio.
Il
cristallino, insieme con la cornea, permette all'immagine
di essere messa a fuoco. È in contatto con l'iride ed è tenuto
in posizione da fili sottili denominati fibre della zonula,
collegate al corpo ciliare, dietro l'iride. Il corpo ciliare
regola la forma del cristallino per facilitare la messa a fuoco ed
inoltre produce un liquido denominato umor acqueo che
umidifica il cristallino e la cornea.
La
zona dietro il cristallino e davanti alla retina, è riempita di
una gelatina trasparente denominata corpo vitreo. Fra la
retina e lo sclera vi è uno strato nutriente denominato coroide,
che contiene uno specchio colorato, struttura conosciuta come il tapetum.
Esso riflette la luce che passa attraverso la retina nuovamente
dentro l'occhio, per raddoppiare gli impulsi nervosi che sono
trasmessi al cervello. Una volta osservato tramite un
oftalmoscopio questo specchio colorato presenta un segmento, o tapetal
fundus, che appare come una figura a forma di mezza luna nella
parte superiore, con il disco ottico alla giunzione di questo e
della zona scura, o non-tapetal fundus. È il tapetal
fundus che causa il brillare dell’occhio di notte quando la luce
lo colpisce.
Il
nervo ottico fuoriesce dalla parte posteriore dell'occhio ed viene
fuori da una membrana fragile molto sottile, conosciuta come
retina. E’ posto circa ai due terzi posteriori del globo oculare
ed è responsabile della conversione della luce che entra
nell'occhio, in impulsi nervosi. Sono contenute in questo strato
retinico le fibre nervose sensoriali che trasmettono questi
impulsi al cervello.
La
CEA è una malattia che interessa essenzialmente gli strati della
sclera e della coroide dell'occhio. La malattia è bilaterale,
ossia interessa entrambi gli occhi, ma non necessariamente nello
stesso grado. Nella sua forma più lieve, la visione non risulta
alterata, mentre nella forma più grave si avrà la cecità. La
malattia non è progressiva, al contrario della PRA, il che
significa che qualunque sia il suo grado, essa non peggiorerà.
La
CEA può avere quattro gradi di gravità, che sono:
Grado
1. Ipoplasia coroidale, che è la forma più leggera.
Grado
2. Coloboma.
Grado
3. Distacco della retina.
Grado
4. Emorragia intraoculare, la forma più grave.
Del
primo grado mi occuperò più avanti, poiché questa è la parte
più complessa della malattia, ma deve essere chiaro che tutti i
cani affetti hanno questa come lesione comune. Quelli più
seriamente affetti hanno un coloboma in uno o in entrambi gli
occhi. Il grado successivo può essere collegato ad un coloboma
grave ed infine si può avere una retina completamente distaccata.
Coloboma:
è un difetto dello sclera, tale che un foro compare nel disco
ottico, o vicino ad esso. Un foro nel disco è chiamato coloboma
papillare, mentre uno vicino al disco ottico è denominato coloboma
peripapillare. Una zona sottile o un foro molto piccolo vicino
al disco ottico non altererà la visione, ma ovviamente più
grande sarà il coloboma e più la visione sarà distorta, ed un
coloboma molto grande quasi certamente provocherà un distacco
parziale della retina.
Distacco
della retina: la retina si stacca dal tessuto di fondo in
uno o in più punti, diventando conseguentemente libera, e mostra
segni di piegature o di increspature. La visione ne sarà
influenzata e si avrà la cecità quando si verificherà un
distacco completo. Si è detto prima che la malattia non è
progressiva, ma in pratica può sembrare che lo sia, quando un
distacco parziale diventa completo e causa la cecità totale in un
occhio la cui vista era già compromessa.
Emorragia
intraoculare: è la forma più grave di CEA, che può
derivare da un distacco retinico grave o anche, a qualsiasi età,
al di fuori di questo caso. Esami preventivi possono rivelare
l'emorragia in cuccioli che hanno parzialmente recuperato. Ma è
estremamente probabile che in seguito vi sarà una ulteriore
emorragia.
Tornando
alla ipoplasia coroidale, forma più leggera di CEA,
essa è anche la più complessa. Consiste fondamentalmente in una
zona, o in più zone dello strato coroidale che mancano di tessuto
in misura diversa. In essa la forma più grave consiste nella
totale mancanza di tessuto, quando cioè la sclera è visibile
attraverso la retina. La circostanza è complicata, tuttavia, dal
fatto che in una certa quantità di cani leggermente affetti, la
lesione può essere riempita dal pigmento e sembrare
apparentemente normale. Questi cani si classificano comunemente
come "go normal" ed è praticamente impossibile
distinguerli dai cani sani.
Poiché
questo riempimento della lesione da parte del pigmento avviene
molto presto, è essenziale che gli occhi dei cuccioli siano
controllati a sei, sette settimane di età. Dopo questa età la
probabilità che un cucciolo leggermente affetto si trasformi in
uno "go normal" aumenta significativamente.
La
ragione per la quale il "go normal" è così
dannoso consiste nel fatto che è un cane malato che
apparentemente sembra avere occhi sani, di modo che una volta
accoppiato riprodurrà la malattia nella prole, specialmente se
anche l’altro genitore ne è affetto. E’ così che la malattia
ha causato così tanti danni in passato. Ma se si esamina l'occhio
prima di sette settimane, si può diagnosticare la malattia e
selezionare cani sani.
La
diagnosi della malattia può ulteriormente complicarsi nei blu
merle, perchè alcuni di questi hanno per loro natura una mancanza
di pigmento nello strato coroidale dell'occhio. Questi sono
conosciuti come "occhi merle" e non vanno confusi
con il fenomeno dell’occhio blu, che è un cambiamento di colore
nell'iride. Un “occhio merle” può comparire in un cane con un
iride normale, tanto come in un cane con l'iride blu. L'occhio del
merle può variare da una parziale mancanza di pigmento in alcune
zone specifiche di uno o di entrambi gli occhi, ad una completa
mancanza di pigmento ed a causa di questo problema circa il 10%
dei blu merle sono diagnosticati scorrettamente. Nel caso del
merle, per l’oftalmologista di esperienza, è possibile
diagnosticare la malattia, anche se con una certa difficoltà,
facendo riferimento ad altre caratteristiche, quali la lunghezza e
lo spessore dei vasi coroidali, ma, a causa di questa difficoltà,
una parte sfugge all’esame diagnostico.
Un
possibile vantaggio si ha tuttavia nel caso di un cane che mostri
entrambi gli occhi completamente merle: se è esaminato da adulto
ed è trovato esente da CEA, allora esso è sicuramente normale,
poiché la mancanza di pigmento è dovuta al fattore merle e non
alla ipoplasia coroidale.
Riguardo
alla trasmissione ereditaria della malattia, sappiamo che
interessa ugualmente sia il maschio che la femmina e quindi non è
legata al sesso, cioè limitata ad un solo sesso come il
monorchidismo o il criptorchidismo. D’altra parte però, poiché
la malattia può essere trasmessa alla prole da cani sani, deve
essere di natura recessiva, "rimanendo nascosta"
nell'occhio normale. Ciò non deve essere confuso con il “go-normal”
che è un cane malato. Vedremo più avanti che due “go normal”
accoppiati insieme produrranno una progenie affetta al 100%,
mentre due cani portatori produrranno soltanto il 25% di
malati.
Attualmente
è noto che la CEA segue un meccanismo di trasmissione ereditaria
di tipo “autosoma recessivo". Ciò significa che è
trasmessa attraverso un singolo gene recessivo che trasporta la
malattia in maniera nascosta e per capire come ciò funziona
bisogna conoscere un po’ l'ereditarietà. Fortunatamente non
dobbiamo ricercare nelle profondità della genetica per capire
come la CEA passi da una generazione all’altra.
Tutti
gli organismi viventi sono costituiti di cellule. Milioni di
cellule, infatti, compongono ogni più piccolo particolare, dagli
organi interni alla pelle esterna, compresi capelli, ossa, artigli
ecc. Ogni cellula contiene un nucleo centrale nel quale sono i
cromosomi. Questi sono filamenti e costituiscono la struttura che
trasporta i geni. Ogni cellula ha lo stesso numero di cromosomi ed
ogni singolo cromosoma ha un corrispondente identico all'interno
dello stesso nucleo della cellula. Ciò significa che ogni coppia
di cromosomi trasporta gli stessi identici geni. Queste coppie di
cromosomi sono conosciuti come "autosomi".
I
geni sono gli agenti di controllo che compongono ogni parte del
corpo, di modo che ogni gene, o ogni coppia di geni ha uno scopo o
una funzione particolare. Alcuni geni, o coppia di geni hanno
un'influenza su un singolo carattere, mentre altri lavorano
insieme per sviluppare per esempio uno specifico organo del corpo.
Nel
processo riproduttivo gli autosomi si dividono in due sia nel
maschio che nella femmina, di modo che lo sperma maschile contiene
la metà del numero di cromosomi ed ogni uovo femminile contiene
una metà identica. Così quando avviene la fecondazione, le due
metà si uniscono per formare una nuova cellula completa che
contiene il numero corretto di nuovi autosomi.
Possiamo
pensare al gene come ad una pallina su una serie di palline, con
ogni serie che ha un socio identico che trasporta palline
identiche nello stesso ordine, di modo che entrambi i geni di una
coppia particolare controllano la malattia. Poiché l'occhio
normale è dominante, possiamo rappresentare questo carattere con
una lettera maiuscola, ad esempio "E" per gli occhi clear,
mentre la lettera minuscola "e" rappresenterà gli occhi
affetti recessivi. Così possiamo vedere che poiché i geni sono
in coppia, ci sono tre combinazioni possibili tra loro.
1)
E,E. Entrambi i geni sono identici e trasportano lo stato clear
dell'occhio. I cani che possiedono questa combinazione sono
geneticamente sani per la malattia e non possono riprodurla nella
prole.
2)
E, e. Questa combinazione mostra che il cane ha un gene clear ed
un gene affetto. Poichè il gene normale è dominante, lo stato
dell'occhio è clear, ma la malattia viene trasmessa in maniera
recessiva e rimane nascosta o mascherata nello stato normale.
3)
e,e. I geni sono ancora identici ma entrambi affetti, poiché non
è presente il gene normale la malattia è visibile negli occhi e
così il cane ne è affetto. Si noti inoltre che a questa
categoria appartiene anche il cane “go normal”.
Poichè
ogni cucciolo eredita la metà dei geni da ogni genitore, possiamo
rappresentare il risultato teorico dalle sequenze di accoppiamento
possibili in uno schema.
Se
entrambi i genitori sono geneticamente clear, le
aspettative sono le seguenti:
|
Genitori
|
EE
|
|
EE
|
100%
EE
sano
|
Se
un genitore fosse geneticamente sano EE, e l'altro un
portatore Ee, allora le aspettative teoriche sarebbero:
|
Genitori
|
EE
|
|
Ee
|
50%
EE
sano
|
50%
Ee
portatore
|
Se
un genitore fosse sano EE e l'altro affetto ee, allora
l'aspettativa teorica sarebbe la seguente:
|
Genitori
|
ee
|
|
EE
|
100%
Ee
portatore
|
Se
entrambi i genitori fossero portatori, allora le aspettative
teoriche sarebbe le seguenti:
|
Genitori
|
Ee
|
|
Ee
|
25%
EE
sano
|
50%
Ee
portatore
|
25%
ee
malato
|
Se
un genitore è un portatore Ee e l'altro è malato ee,
allora le aspettative teoriche sarebbero:
|
Genitori
|
Ee
|
|
ee
|
50%
Ee
portatore
|
50%
ee
malato
|
Infine
se entrambi i genitori fossero malati, allora le previsioni
sarebbero:
|
Genitori
|
ee
|
|
ee
|
100%
ee
malato
|
Mi
sono riferita deliberatamente alle aspettative teoriche perché
come ben sappiamo, la fortuna e la probabilità hanno in pratica
una gran parte da giocare.
Per
esempio ogni quanto tempo otteniamo un numero pari di cuccioli in
una cucciolata e con quale frequenza ne otteniamo invece un numero
dispari? La probabilità in una singola cucciolata è 50 a 50, ma
quante più cucciolate ripetiamo, tanto più vicini
all'aspettativa teorica saranno i risultati.
Dobbiamo
ricordare sempre che la CEA presenta vari gradi di gravità, il
che significa che il gene "e" ha la capacità di
influenzare la malattia in maggiore o minore misura. Più usiamo
un riproduttore affetto e più grande sarà la gravità
dell'afflizione nella progenie. È estremamente importante che
evitiamo, per quanto possibile, gli accoppiamenti indicati
nell'esempio finale, perché in questo caso tutta la progenie sarà
influenzata, ma alcuni dei cuccioli possono essere colpiti più
gravemente.
Spero
che questo abbia aiutato coloro che non hanno dimestichezza con la
genetica a capire come la malattia passa da una generazione
all’altra. Inoltre si è spiegato come due cani (apparentemente)
sani possono produrre la malattia nella loro prole, cosa che ha
confuso molti allevatori fino al punto che alcuni possono avere
rinunciato a far controllare gli occhi, cosa che invece avrebbe
completamente eliminato le loro perplessità.
È
una malattia che, con pazienza e comprensione, possiamo sradicare
dalla nostra razza con l'allevamento selettivo e più appassionati
lo capiranno, più presto questo sarà realizzato.
|